IoT, Vodafone e PoliTo formano futuri ingegneri – Inno3

IoT, Vodafone e PoliTo formano futuri ingegneri – Inno3

L’IoT è uno degli elementi portanti della quarta rivoluzione industriale, che coinvolge oggi 94 milioni gli oggetti connessi nel mondo, 11 milioni in Italia

Le nuove tecnologie di connettività e convergenza come il 5G accelerano la realizzazione dell’internet of things e ridisegnano tutte le filiere industriali e di servizio, migliorando l’efficienza dei processi produttivi e il monitoraggio di tutta la catena della supply chain e sviluppando nuovi modelli di business.

E’ in questo contesto che si inquadra la nuova iniziativa congiunta di Vodafone Italia Politecnico di Torino, con l’avvio della Vodafone IoT Academy, un percorso di formazione ideato per fornire competenze applicate alla progettazione di soluzioni digitali per città e imprese.

“L’ambito di applicazione dell’internet of things è vasto e impone nuove competenze digitali in tutti i campi della conoscenza – sottolinea Francesca Magrassi, responsabile recruiting ed employer branding di Vodafone Italia -. Abbiamo deciso di investire con il Politecnico di Torino perché la Vodafone IoT Academy garantisca ai giovani un percorso di apprendimento innovativo che possa prepararli a confrontarsi con un mondo in continuo cambiamento. Sarà necessario per gli studenti accompagnare le competenze digitali con l’opportunità di reinventarsi continuamente come persone e professionisti grazie anche al confronto con chi in Vodafone si occupa di ideare soluzioni innovative in contesti sempre nuovi”.

“Per i nostri studenti partecipare a questa Academy rappresenta l’occasione per confrontarsi con le problematiche reali delle aziende e con chi le conosce e le affronta in ambito lavorativo – dichiara Sebastiano Foti, vice rettore per la Didattica del Politecnico di Torino -. In linea con le modalità didattiche innovative, che stiamo introducendo in modo sempre più diffuso nei percorsi formativi dell’ateneo, l’apprendimento “learning by doing” consentirà agli studenti di applicare le proprie competenze teoriche all’interno di un gruppo di lavoro multidisciplinare per affrontare problemi reali e sviluppare capacità professionali in collaborazione con gli esperti che operano all’interno dell’azienda in un contesto nazionale ed internazionale”.

IoT tra teoria e progettualità

L’Academy IoT mira a preparare gli ingegneri al mondo del lavoro sia guardando all’innovazione tecnologica sia alle competenze digitali necessarie sia ai nuovi modi di lavorare.

Il percorso di formazione coinvolge 30 studenti (selezionati sulle oltre 150 richieste pervenute), per un periodo di circa 6 mesi.

I giovani vengono seguiti dal team coordinato dal professor Massimo Violante del Politecnico di Torino e da esperti di Vodafone Italia.

Il percorso formativo prevede l’alternanza di lezioni tradizionali, seminari e momenti progettuali per la realizzazione di soluzioni applicative (durante i project work finali) in alcuni ambiti dell’internet of things come smart city, mobilità, sanità e automazione industriale.

Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino, presenta l’iniziativa Vodafone IoT Academy

“L’avvio dell’Academy in collaborazione con Vodafone Italia rappresenta un passo importante per confermare il ruolo del nostro ateneo come piattaforma che mette insieme a sistema università e aziende per formare ingegneri con competenze indispensabili per rispondere alle sfide del presente, che saranno un prerequisito essenziale per guidare la trasformazione digitale che la società civile e le imprese stanno già affrontando”, commenta il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco.

Con la Vodafone IoT Academy vogliamo che gli studenti apprendano le competenze digitali e gli strumenti per giocare un ruolo da protagonisti nel percorso di trasformazione digitale che aziende e pubblica amministrazione stanno affrontando – dichiara Giorgio Migliarina, direttore Vodafone Business Italia –. Ho iniziato il mio percorso nelle tecnologie sui banchi del Politecnico di Torino e ho apprezzato l’importanza di avere competenze solide ma anche la necessità di reinventarsi continuamente grazie al confronto con le esigenze concrete del mondo del lavoro”.

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