Internet of Things – Studio Cataldi

Internet of Things – Studio Cataldi

, ci si riferisce a quei sistemi tecnologici in grado di mettere in comunicazione tra loro oggetti della vita quotidiana per consentirne l’interazione con le persone o con gli altri dispositivi connessi in rete.

  1. Internet of Things: cos’è e come funziona
  2. Possibili applicazioni dell’Internet delle Cose
  3. Smart city e smart home
  4. Internet of Things: i rischi per la privacy

Internet of Things: cos’è e come funziona

Il termine Internet of Things (IoT) venne coniato nel 1999 dall’ingegnere britannico Kevin Ashton, nell’ambito delle sue ricerche svolte al MIT di Boston (Massachusetts Institute of Technology).

Attualmente, la connessione tra i vari dispositivi collegati avviene tramite particolari tecnologie di riconoscimento e identificazione, tra le quali possiamo citare, ad esempio, i QR Code e le etichette RFID, che ormai possiamo considerare di uso comune: si tratta, infatti, di quei particolari adesivi che si possono trovare, ad esempio, sulla merce e sui capi di abbigliamento nei negozi, sui pacchi postali o sui badge di identificazione.

Il tema dell’Internet of Things è oggi al centro dell’attenzione non solo per le sue potenzialità tecnologiche, ma anche, come vedremo nei prossimi paragrafi, per i delicati problemi di riservatezza e sicurezza delle persone che il suo sviluppo implica.

Possibili applicazioni dell’Internet delle Cose

L’Internet delle Cose rappresenta una delle più rivoluzionarie novità della tecnologia degli ultimi tempi e sarà, con buon probabilità, uno dei fattori più importanti nell’evoluzione delle nostre abitudini nei prossimi anni.

La possibilità di ottenere informazioni in tempo reale dagli oggetti come elettrodomestici, veicoli, macchinari industriali, il loro funzionamento automatico e la loro costante identificabilità all’interno di un network virtuale si presta, infatti, ad una molteplicità di applicazioni di cui, sinora, si è avuto soltanto qualche esempio.

Dalle informazioni sul traffico ai consigli su quali cibi assumere nell’ambito di una dieta, fino alle regolazioni automatiche dei consumi energetici: gli utilizzi di un sistema di interconnessione tra dispositivi elettronici sono pressoché infiniti e ancora tutti da scoprire.

Smart city e smart home

Tra i più importanti ambiti di applicazione dell’Internet of Things possiamo citare il settore industriale, l’urbanistica e la domotica.

Più specificamente, l’Internet delle Cose consentirà di incrementare e affinare sempre di più gli automatismi in ambito produttivo e l’interazione delle apparecchiature con i lavoratori, che potranno operare con maggiore efficienza grazie a un maggiore e più puntuale utilizzo di dati relativi al loro settore di attività (industria, trasporti, agricoltura, etc.).

In ambito urbanistico, l’IoT renderà possibile (e il processo è già iniziato) la realizzazione di quelle città intelligenti, o Smart City, in cui un sistema di comunicazione wireless fornirà a ogni dispositivo (semafori, pannelli solari, segnaletica orizzontale, mezzi di trasporto pubblico) quelle informazioni necessarie a migliorare l’efficienza dei consumi energetici, della mobilità, delle immissioni e in ultima analisi a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

La domotica, poi, sarà sempre più orientata verso il concetto di smart home, una casa in cui il frigorifero ti suggerisce gli alimenti da acquistare, un orologio può informarti sulle scadenze fiscali e l’impianto di sicurezza segnala automaticamente un’emergenza a forze dell’ordine o strutture di soccorso sanitario.

Internet of Things: i rischi per la privacy

Tutto questo, come si accennava, comporta anche importanti risvolti dal punta di vista etico e giuridico, perché un oggetto in grado di fornire informazioni è anche un oggetto a cui vanno fornite informazioni, che vengono da questo elaborate, trattate, archiviate e trasmesse a terzi.

Il problema, come è facile intuire, si fa serio soprattutto quando le informazioni in possesso degli apparecchi connessi in rete siano dei dati personali. Ad essere messa seriamente a repentaglio, dunque, è la nostra privacy, e, in uno scenario ipotizzabile, anche la nostra sicurezza.

Nomi, cognomi, dialoghi, fisionomia, la propria voce, il luogo in cui ci si trova, le proprie abitudini quotidiane, le persone con cui si interagisce: tutte queste informazioni, molto presto, potrebbero essere recepite dai dispositivi che ci circondano, senza che noi ce ne accorgiamo.

E, peggio, tali dati sarebbero costantemente esposti al rischio di attacchi e intrusioni informatiche.

È uno scambio che abbiamo già accettato dall’avvento dei telefoni cellulari, degli smartphone e dei computer sempre connessi: dati personali in cambio di migliore qualità della vita.

Non va dimenticato, però, che la riservatezza rimane un diritto imprescindibile dell’utente, da tutelare ad esempio con adeguate informazioni circa il trattamento dei dati, con la facoltà di fornire il consenso alla loro raccolta e utilizzo e con la possibilità di scegliere, in qualsiasi momento, di rimanere anonimi nei confronti degli oggetti che ci circondano.