TeamViewer scommette su IoT “in scatola” e realtà aumentata – ictBusiness

TeamViewer scommette su IoT “in scatola” e realtà aumentata – ictBusiness

Due domande apparentemente molto lontane hanno la stessa risposta. Quale piattaforma tecnologica, dopo Facebook, può vantare il maggior numero di utenti registrati? Quale software usava l’astrofisico Stephen Hawking per guardare da remoto dentro al suo telescopio? In entrambi i casi, la risposta  è: TeamViewer.  Un’applicazione che oggi ha diverse declinazioni, ma che in tutti i casi ha la capacità di rendere “presente” cio che è assente, vicino ciò che è lontano. Il software creato nel 2005 dall’omonima azienda tedesca (oggi composta da 800 dipendenti sparsi tra Europa, Stati Uniti e Asia) permette di connettersi, comunicare con altre persone, monitorare e controllare a distanza. Recentemente ha tagliato il traguardo dei due miliardi di installazioni, numero che può davvero essere paragonabile a quelli del più grande social network al mondo. In quasi 15 anni di vita, TeamViewer si è trasformato, aprendosi a innovazioni come la realtà aumentata e a fenomeni come l’Internet of Things.

 

Il software per l’IoT di TeamViewer permette di monitorare e controllare da remoto un qualsiasi impianto dotato di sensori e di connettività, sia esso un sistema industriale, un luogo fisico o una macchina del caffè. Benché l’Internet delle cose sia un fenomeno in crescita (così ci raccontano innumerevoli ricerche e analisti), non tutte le aziende hanno le risorse e le capacità per avviare progetti basati sugli oggetti connessi. Grazie a TeamViewer, spiega  Alexander Socher, business development manager IoT, “non è necessario ragionare in grande fin da subito ma si può partire da piccole implementazioni”

Con una spesa inferiore a duemila euro (1.900 euro) la società ha propone da qualche mese una soluzione “pronta all’uso” o “in-a-box” che dir si voglia: TeamViewer IoT Starter Kit è letteralmente racchiuso in una scatola ed è composto dal corredo minimo e sufficiente per creare in tempi brevissimi un sistema Internet of Things monitorabile da remoto. Addirittura, a detta di Socher, bastano cinque minuto per passare dal mondo “analogico” a quello “digitale”, fatto di dati e di interattività.

Sviluppato in collaborazione con Dell e Bosch, questo prodotto è idealmente rivolto alle piccole e medie imprese. Il kit include un Gateway Dell 3001 Edge Gateway, tre sensori multipli di Bosch (modello XDK100, in cui sono includi accelerometro, giroscopio, magnetometro, sensori di umidità, pressione, temperatura, intensità luminosa e intensità acustica), oltre ai sistemi di alimentazione e cablaggio, a una licenza d’uso del software TeamViewer IoT della durata di sei mesi. Volendo, è possibile richiedere ulteriori sensori o servizi aggiuntivi. Ma come funziona il tutto? Una volta collegati i sensori e definiti i parametri da monitorare, il sistema inizia a raccogliere dati e a inviarli verso il cloud di TeamViewer. Da un’interfaccia Web accessibile da Pc o da telefono, l’utente può vedere in tempo reale l’andamento dei parametri, ma può anche ottenere dati statistici, controllare che non ci siano problemi (in base alle soglie o agli intervalli impostati, le anomalie vengono segnalate con delle notifiche), modificare parametri e adoperarsi per risolvere eventuali malfunzionamenti.

L’altra recente novità nell’offerta della software house tedesca è TeamViewer Pilot 1.1, versione aggiornata dell’applicazione di assistenza remota, utile a personale tecnico, operatori di customer service e anche persone comuni. Il programma permette a due persone collegate via smartphone di mostrare l’una all’altra l’oggetto della richiesta di assistenza (per esempio un router da configurare oppure un aspirapolvere che ha smesso di funzionare o, ancora, un sistema industriale che richiede l’intervento di un ingegnere specializzato), usando all’occorrenza strumenti di realtà aumentata. Nella release 1.1 sono stati introdotte funzioni di disegno a mano libera e di annotazione, oltre a miglioramenti delle prestazioni della trasmissione video in streaming. Potenziamenti che nella pratica si traducono in vantaggi utilissimi: poter mostrare all’interlocutore il punto preciso con una freccia o un simbolo, trasmettere in diretta un tutorial video, aggiungere didascalie alla scena catturata dalla fotocamera.